Archive for December, 2008

Passeggiavo per il corso Andrassy due notti fa, sotto una pioggia devastante ed un freddo sinuoso come uno sguardo malizioso. passeggiavo ed ho visto in una vetrina, con tutta evidenza, un’aquila che mi osservava, silente, imperiale. Ho visto un’aquila in una vetrina ! ?

image-2

Come oso ? Come potè capitare tutto questo ? L’occhio, organo recettivo del bello, è forse mai, al contempo, traditore organo ingannatore ? Credo che la risposta sia: dipende.

La funzione primaria del nostro è quella di trasportare le immagini al nostro cervello, per ulteriori elaborazioni e stoccaggio dati esperiti. E, tuttavia, il canale di comunicazione occhio-cervello è tutt’altro che monodirezionale. Il fatto è che l’esperienza visiva è una esperienza creativa. Non vediamo mai ciò che vediamo, ma vediamo ciò che vogliamo. Da un punto di vista basilare, ciò significa che prestiamo attenzione su ciò che desta la nostra attenzione, appunto. Eppure, non si risolve qui la quaestio. L’esteta è come una grande biblioteca, il cui sistema di catalogazione e di ricerca è formidabilmente avanzato e veloce. La comunicazione visiva primaria (l’impatto dell’immagine sulla retina e la trasmissione della stessa al cervello) agisce come una sorta di richiesta di ulteriori informazioni o commenti. La figura percepita, dunque, viene trasmessa e confrontata con i metadati presenti nella biblioteca estetica. La risposta, tuttavia, diversamente da quella del buon bibliotecario, è molto più creativa, oserei dire poetica. L’elaborazione si appoggia come una coperta sul dato primario, e la vista diviene visione. Naturalmente, più è vasta la quantità di volumi presenti nella biblioteca estetica, tanto più complessa ed elaborata la risposta e, dunque, la trasformazione della visione.

Inoltre, il criterio di ricerca non è solamente comparativo (per autore, soggetto, titolo, editore, come per una ricerca bibliografica). Ma essa è mutuata dal piacere. Nel momento in cui la vista impatta, lo stato nel lì ed ora in cui si trova il percepente, relaziona il dato esperito a qualche precedente esperienza. E tale relazione, oltre che di mera somiglianza, si sviluppa anche per omologie e dissonanze dell’impatto che la vista ha ed ha avuto sul godimento o patimento estetico. La melanconia del momento trasforma in visione accordata l’ombra riflessa, così come differente accordo è da aspettarsi al variare della disposizione spazio-temporale del percepente.

L’aquila del momento, la mia visione dell’altra sera. Fuori nonostante freddo e pioggia, il desiderio che quell’ombra si librasse nel cielo, ed urlasse la sua rabbia, la sua forza, impavida come uno scudo, sinuosa come un delfino. Non mollare, perché presto sarà tempo di entrare in questo giardino.

Tafel_072_300

Sono stato capito ?

Polls

Ferdnand Khnopff vs Otto Eckmann

View Results

Loading ... Loading ...

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013

Basel 2013