Archive for March, 2009

E ritratto di profilo, la Dea È appiattita in una prospettiva bidimensionale, ridotta, quasi minimizzata di fronte alle sfide eternamente tridimensionali, e tonde, che Ella deve affrontare. 750cver Debole, fragile come un foglio di giornale la Dea a due dimensioni e parrebbe che sia sufficiente un vento maschile e vigoroso a spazzar via Lei e la sua armatura di carta. MA il terrore, l’orrore, das grausen, che quegli occhi infondono, sì che esso salga come un brivido invernale salgono lungo la schiena dell’attento spettatore di quella eroica (e quindi erotica, come vedremo …) scena. E non sono gli occhi strabuzzati e vagamente caricaturali della Gorgone, epicamente impegnata a marmorizzare i Nemici di Athena, quanto proprio quelli della Glaucopide, vibranti d’azzurro come i colori panneggiati di Georg Trakl. Azzurro della poetica trakliana si confonde con gli occhi pieni di orrore e di bellezza della Vergine. Gelida e bella, avviluppata nel Vergine abito, la Guerriera sfiora leggera l’invincibile asta protesa alla difesa del suo Amato, Lei, la Vergine, si concede nel suo atto di PÒlemos.

Ritta Fiera Vergine,

Athena È l’amore e con essa pÒlemos non È padre ma madre di tutte le cose, e di tutte Sovrana, ed Èun dominio ed un imperio scevro del tutto dalla generazione del Padre ma pregno ed intriso del profumo del Dolore del parto della madre. Il patire È l’essenza del profondo amore guerriero, del Patto invincibile che nemmeno la morte mai potrà  slegare. Esso È conservato dietro lo scudo, e la Gorgone irride beffarda i tanti, i troppi Nemici che spendono la propria esistenza nel tentativo di stracciare quella Alleanza, alleanza d’amore e pathos tra la Vergine ed il suo eroe. Eroi contro i santi, ancora una volta, poiché Essa non ama chi si immola nella Rinuncia, ma, al contrario, quei guerrieri avvolti nelle fiamme d’amore, eroico-erotico furore bruniano che si pone oltre ogni limite conosciuto. L’eroe è oltrelimite, è fuoco eracliteo, È tormento non d’estasi ma di fatica,  Klimt_Ausstellung braccia e gambe ferite che cadono in ginocchio stremate dopo la cruenta battaglia, lacrime di sofferenza e fatica, pianto d’amore assoluto, epica nobile e nobiltà che schifa parodie di sangue, ma È vera nobiltà  figlia, anch’essa, dell’eterno pÒlemos, Èl’impresa e poi il nome e non il nome che si fa impresa, È l a potenza, È la fierezza e l’orrore che ai nemici in fuga infligge l’eroe piangente, occhi d’azzuro autunnale, luce che squarcia la coltre nebbiosa che Èla vera casa e la vera tappezzeria dell’einsames eroe, nobile nella propria solitudine, l’amour qui ne veut le volgaire, spalle indolenzite di chi dell’amore ha saputo fare lotta e della lotta ragione, e della ragione passione, e della passione vita, Sacerdote d’Athena il suo guerriero, che solamente alla Vergine infine si concede ed Èl’amplesso mistico, 100_1386come le nozze di Rosenkreuz, un amore che è un bacio infinito, nell’oro di altro Klimt, nei fondi a tinte marroni, e giallo ocra, e giallo antico, ed ancora verdi dei viali alberati d’autunno, una Primavera Sacra che con Autunno solamente può coincidere, poiché la  vera lotta è dei solitari e di chi come Kubin, maestro, ha fatto degli anfratti terribili del bosco la propria dimora, villa spettrale, la vera lotta è guascona così come aristocratica davvero Èl a condizione del decorato nelle guerre della Glaucopide, e le sue medaglie sono ferite e sudore, terra fango e derisioni, sforzo sovrumano, anelare, anelare sempre, muscoli tesi ed assalto al Nemico, solo così l’azzurro di Trakl diviene il medesimo di quello degli

Occhi della Dea.

bignuda Statuaria Athena, ed Èla passione del suo Teseo che le dona l’orrore dello sguardo, l’Occhio del Grausen come ancora in Kubin, e la delicatezza della mano avviluppata all’asta È l’erotica passione della Dea per il suo adepto. Come Zarathustra Ella non vuole discepoli ma amanti. Ed È sotto quello sguardo terribile, e dietro lo scudo della Gorgone che Teseo affronta il Nemico preponderante, impari lotta tra l’eroe ed il Mostro.100_1365

Lo sforzo È al massimo e la tensione palpabile, il Nemico dalla testa di Toro ansima rabbioso, e schiuma, ma la sua testa È inesorabilmente sospinta verso la colonna marmorea, estremo patibolo che vuol essere tomba del Mostro ed al contempo rinascita e, ancora, Sacra Primavera dell’eroe con la sua Dea.

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Well, the title is not to be intended as a B/series horror film coming out from the infamous ’80 … Rather, it refers to an house between the 7th and 6th Districts administrative border. The overall general style of the facade is eclectic, as many of the buildings here in Budapest of such dimension:

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However, the neoclassic and somewhat heavy style of the overall structure is, quite surprisingly, characterized by a very inusual element which recalls some Symbolist Architecture of the german Jugendstil tradition. Can you see ? Just look a little bit closer …

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Several screaming faces are present on the whole surface of the facade. And if you pay attention the the expressions of these faces, you can feel their onw feelings, even if transfigurated by the symbolistic taste of the architect. You haven’t to be afraid of them, because they are not offending, they are just suffering, as they were perceiving the decadence of the Austria Felix …

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