"Lorenzaccio è quel gesto che nel suo compiersi si disapprova. Disapprova l’agire. E la storia medicea, dispensata, non sa di fatto stipare questo suo (?) enigma eroico; ha subìto e glorificato di peggio, questa Storia. Ma le cose son due: o la Storia, e il suo culto imbecille, è una immaginaria redazione esemplare delle infinite possibilità estromesse dalla arbitraria arroganza dei ‘fatti’ accaduti (infinità degli eventi abortiti); o è, comunque, un inventario di fatti senza artefici, generati, cioè, dall’incoscienza dei rispettivi attori (perché si dia un’azione è necessario un vuoto della memoria) che nella esecuzione del progetto, sospesi al vuoto del loro sogno, così a lungo perseguito e sfinito, dementi, quel progetto stesso smarrirono, (de)realizzandolo in pieno." – Carmelo Bene

Questa gestualità ante-storica, ancor più che anti-storica, si riscontra appieno in un Lorenzaccio, ancora una volta ante-storico, ovvero prima che Carmelo Bene lo intuisse. Evidentemente le azioni lorenzacce non hanno bisogno di alcun teorico, di alcuna definizione teoretica, di alcuna definizione tout court per poter sussistere. Oserei dire, ovviamente, ça va sans dire …

Così apud Giorgio Vasari appare Lorenzo il Magnifico:

Vasari_Portrait_of_Lorenzo_the_Magnificent 

Pur dedito alla ricerca storica ed alla storia dell’arte, Giorgio Vasari qui perfettamente lascia la sua mano trascendere la datità storica, non curandosi del quotidiano e del politico,ritrae un Lorenzo non come un ieratico totem vagamente augusteo, bensì nell’atto gestuale. Azione irripetibile poichè svincolata da ogni contestualità temporale, la magnificenza di Lorenzo è nel suo gesto e non nel suo ruolo. E, a sottolineare la non mediatezza del gestuale, le maschere teatrali  poste giusto dietro l’attore Lorenzo. E’ un teatro irrispettoso del testo ed irriverente nei confronti del copione, è un teatro dell’oralità, dell’irripetibile libertà dell’azione gestuale e verbale. E’ la Macchina Attoriale.

Dire e non esser detto (dal copione).

La macchina attoriale, da ora l’attore, non rappresenta, non re-cita, si atteggia.

La macchina attoriale non fa il Faust,

Faust_and_Marguerite_in_the_Garden

è Faust.

faust01  faust06

Ed è una immensa fatica …

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