Archive for November, 2010

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Col presento articolo iniziamo intorno alla nostra Mostra, sotto Unti rapporti interessante,- una seria di studi, una vera rassegna particolareggiata, quinto l’argomento ne è degno e richiede. Il nostro collaboratore d’arte, Enrico Thovez, peri, nella sua qualità di segretario del Comitato artistico dell’Esposizione trovandosi impossibilitato ad occuparsi della materia, abbiamo chiamato a sostituirlo; per questa occasiono, Vittorio Pica, 11. giovane critico napoletano, la cui competenza in fatto d’arte, i incontestata, a già gli valse il primo premio all’ultimo concorro fra i critici bandito a Venezia. Non crediamo che il nostro Enrico Thovez, la cui collaborazione ci sarà sempre cara, potesse in tal»occasione avere un miglior costituto.

« C’est une Juliennel > Questa definizione del Théàtre de l’Opera di Parigi, coll otreasticamente efficace nella sua grossolanità culinaria, che un giorno i fratelli Goncourt colsero sullo labbra di un artigiano contemplante il fastoso edificio di Charles Garnier, mi è ritornata assai spesso alla mente nel guardare qualche glorificato monumento del secolo tramontato ora e poco. La verità, che niuno più del resto oserebbe negare, è che il Novecento, così vario, cosi possente, cosi novatore nelle scienze, nelle lettere e nelle altre branche dell’arte non è riuscito ad avere un’architettura propria. I palazzi, le chiese, i teatri e gli altri pubblici edifici, piuttosto che mostrare, come nei secoli antecedenti, una peculiare fisionomia parzialmente originale, sono stati copie, contraffazioni, parodie degli edificii di altre età, oppure, tutte lo vòlte che gli architetti hanno voluto fare sfoggio di una fantasia inventiva che mancava loro, ci si sono presentati quali laboriose composizioni di elementi disparati, presi qui e là ed amalgamati con più o meno abilità. Non soltanto giustificata ma altamente lodevole e, dunque,- la febbrile passione estetica che, già da alcuni anni, stimola o sospinge artisti di varia nazionalità ed il cui ingegno vivido ed ardimentoso non sa acquietarsi alle vecchie formule, a rinnovare di continuo i tentativi per dotare alfine l’epoca nostra di un nuovo stile architettonico, il quale risponda alle nuovo esigenze, alle nuove aspirazioni, ai nuovi gusti della società odierna e, in pari tempo, si accordi con lo sviluppo sempre più grandioso e sempre più avido d’originalità di tutte le arti applicate.

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